Ormai i rumors ci prendono più delle previsioni meteo, e puntuali come ogni occasione anche nel caso dell’ultimo wwdc, tutti i rumors sono stati ampiamente confermati!
ma quali sono le novità di casa apple? cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?
via!
OS X Mountain Lion
partiamo con il sistema operativo desktop, il primo che finirà in vendita: costerà 16 euro (necessario Snow Leopard o Lion per l’upgrade), e Mountain Lion virerà nettamente lato consumer. Sempre più funzioni direttamente o indirettamente tratte dall’esperienza utente di smartphone e tablet, con una serie di applicazioni integrate nel sistema che con iPad e iPhone condividono i dati tramite iCloud. È il caso di Promemoria e Note, ma lo stesso principio si applica a Messages (che porta iMessage al desktop e viceversa), al Centro Notifiche che assomiglia a quello di iOS, ma qualunque applicazione abbia accesso ad iCloud (per esempio la suite iWorks) è in grado di condividere dati e informazioni tra PC e device mobile.
Safari integrerà le “tab iCloud” (abbinate all’apposito pulsante nella barra degli strumenti) replicando il meccanismo di sincronizzazione che già adottano Firefox e Chrome, permettendo di riprendere la navigazione su uno qualunque dei propri dispositivi e attingendo alla cronologia sviluppata altrove. Ovviamente le novità di Safari si allargano a maggiore compatibilità con i nuovi standard Web, la consueta annunciata nuova e maggiore velocità di navigazione, e a un nuovo meccanismo di scorrimento tra le schede aperte: la “tab view” ricorda un po’ Coverflow nel principio, con anteprime live delle schede aperte che scorrono sotto il tocco delle dita tramite apposita gesture.
Ci sono altre tre novità di Mountain Lion che vale la pena citare in breve; il nuovo OS integrerà: una funzionalità di dettatura molto simile a quella di iOS 5; “Power Nap”, una funzionalità che sarà disponibile solo su MacBook Air di seconda generazione e i nuovi MacBook Pro Retina, e che consentirà di tenere aggiornato il Mac (sia per quanto riguarda i contenuti delle applicazioni, sia per il software) anche mentre è in standby; Ultimo ma non ultimo, oltre a Twitter anche Facebook ora è “integrato” nel sistema operativo, e dunque si potrà aggiornare il proprio status e condividere contenuti da quasi qualunque contesto.
iOS 6 beta
L’incorporamento di Facebook è una qualità che OS X condivide con iOS: allo stesso modo della sua controparte desktop, Contatti e Calendario incrociano i dati del social network di Marc Zuckerberg con quelli presenti sul dispositivo, così come si potrà esprimere il proprio “mi piace” anche su applicazioni e musica in vendita su iTunes. iOS 6 ha modificato anche il pulsante “condividi” presente in varie applicazioni, che ora mostra una maschera che presenta varie possibilità con cui rimandare un contenuto a terzi (email, messaggio, Twitter, Facebook, stamparlo ecc). Anche Photostream è stato migliorato: ora si possono creare album specifici da condividere con una cerchia definita di persone, sia tramite altri apparecchi iOS sia tramite Web. Apple non trascura le funzioni telefoniche: oltre a rispondere o rifiutare una chiamata, adesso è possibile decidere come agire se non si può parlare col chiamante, magari mandandogli un messaggio pre-formattato o chiedendo al telefono di ricordare più tardi di richiamare.
Safari per iOS ha subito lo stesso trattamento della controparte desktop: iCloud Tab, Reading List che funziona anche offline, e una inedita modalità di browsing “full screen” quando il dispositivo è ruotato in modalità panorama. Anche Mail viene aggiornato: c’è una casella VIP in cui finiscono le email di contatti predefiniti (quelli di cui non si vuole perdere neppure un messaggio e che vengono filtrati dal rumore di fondo), e a Cupertino hanno finalmente deciso di rimuovere una delle limitazioni più ingenue di questa app, ovvero la necessità di partire dall’album delle foto e dei video per inviarne tramite email. Siri, viene aggiornato e oltre a parlare di sport, film e ristoranti, parlerà anche molte più lingue di prima: spagnolo e cinese ma anche altre lingue europee e non ultimo l’italiano!
Introdotte inoltre Passbook, una nuova app di sistema che consentirà di archiviare password, biglietti aerei e del cinema, buoni sconto, tessere fedeltà in un contesto digitale; FaceTime che finalmente potrà effettuare chiamate via 3G e, dulcis in fundo, le Mappe. Come anticipato alla vigilia, Apple ha davvero deciso di liquidare Google e di far spazio ad una rinnovata versione del software geografico per iOS (svillupato in collaborazione con TomTom): cambia la grafica e l’interfaccia, ora più “essenziale”, c’è una nuova modalità di visualizzazione tridimensionale dei paesaggi chiamata Flyover che mostra le aree metropolitane in tre dimensioni e ad alta risoluzione, permettendo anche di ruotare le immagini e farsi una idea precisa del profilo di skyline e zone da visitare. Soprattutto, ora Mappe comprende un sistema di navigazione GPS utile per i viaggi in auto, capacità che da molto tempo Android incorpora nei suoi dispositivi. In più, Mappe incrocia i dati sul traffico con quelli sul percorso per consigliare eventuali deviazioni per accorciare la percorrenza (come fanno applicazioni come Waze). Ovviamente, Siri può essere utilizzato per chiedere indicazioni e tracciare percorsi senza usare le mani.
nuova famiglia macbook
infine, c’è stata una grandissima rinnovata alla famiglia dei macbook, di cui il protagonista indiscusso è stato il MacBook Pro, rinnovato nelle linee, nella configurazione hardware e soprattutto nel display. Apple ha deciso, infatti, di integrare per la prima volta un display a Retina su un portatile. Il modello da 15” avrà uno schermo con una risoluzione di ben 2880×1800 pixel e grazie al pannello IPS si avranno immagini più luminose da qualsiasi angolo lo si guardi e neri ancora più profondi.
Il design è stato reso più sottile di circa il 25% rispetto alla generazione precedente di MacBook Pro. Apple ha poi finalmente introdotto nei suoi portatili la porta USB 3.0, l’uscita HDMI e il nuovo connettore MagSafe 2: non sarà quindi possibile utilizzare il vecchio alimentatore anche sui nuovi computer portatili.
Le performance, come era facile attendersi, sono state notevolmente migliorate grazie ai nuovi processori Intel Ivy Bridge di terza generazione e all’adozione di unità SSD, molto più veloci rispetto ai classici hard disk. La sezione video, invece, è stata affidata a una scheda NVIDIA di ultima generazione GeForce GT 650M, che dovrebbe garantire prestazioni superiori del 60% rispetto al passato.
Migliorata infine anche l’efficienza della batteria che, nonostante i nuovi monitor e le performance elevate, è in grado di assicurare un’autonomia di ben 7 ore. Tutto molto bello a parte il prezzo. Per il MacBook Pro con display da 15 pollici a Retina si parte da € 2,299 per il modello base e € 2.929 per quello top.
via Punto Informatico e Pcturner