Statuto dell’Associazione Culturale “AgendaGeek.it”

Art. 1 – L’associazione culturale denominata “AgendaGeek.it” è costituita ai sensi degli art. 2 e 18 della Costituzione e regolata a norma del Titolo I Cap. III, art 36 e seg. del Codice Civile, nonché dal presente Statuto.

Non è previsto un termine di durata dell’associazione che si considera quindi illimitata nel tempo.

L’associazione ha sede in Pesaro, via Ugo Foscolo n.9.

Art. 2 – L’associazione “AgendaGeek.it” è una libera associazione non riconosciuta, apartitica e senza scopo di lucro. Persegue i seguenti scopi:

  • promuovere attività atte a favorire la crescita di una cultura digitale, stimolando forme di partecipazione e di dialogo online e offline, in particolare per quello che riguarda il territorio marchigiano;
  • organizzare workshop, corsi di formazione e conferenze mirate alla diffusione della cultura digitale e geek;
  • partecipare ad eventi organizzati da altre associazioni o enti pubblici e privati, in qualità di media partner e collaborando attivamente all’organizzazione degli stessi;
  • creare occasioni di incontro, di formazione, di relazione con altre associazioni e gruppi del territorio;
  • organizzare attività di carattere ricreativo e di intrattenimento legate alla cultura geek, come attività di promozione dell’associazione a terzi e per creare occasioni di incontro tra i soci;
  • stipulare convenzioni con soggetti privati ed enti pubblici al fine del raggiungimento degli scopi sociali;
  • eseguire attività di autofinanziamento con eventuale produzione di opere proprie;
  • eseguire attività di varia natura inerenti alla realizzazione degli scopi associativi.

 

Art. 3Diritti e doveri dei aderenti

Sono aderenti all’associazione:

  • i soci fondatori;
  • i soci ordinari.

L’adesione all’associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando il diritto di recesso.

Sono soci fondatori tutte le persone fisiche o giuridiche che condividono gli scopi dell’associazione e che hanno partecipato alla costituzione dell’originario fondo di dotazione dell’associazione.

Sono soci ordinari dell’associazione coloro che vi aderiscono nel corso della sua esistenza. Possono essere soci tutte le persone fisiche o giuridiche, tutti gli enti pubblici e privati che condividono gli scopi dell’associazione, si impegnano per realizzarli e versano la quota sociale annuale.

Coloro che intendono aderire all’associazione devono presentare un’apposita istanza al consiglio direttivo, recante la dichiarazione di condividere le finalità che l’associazione si propone e l’impegno ad approvarne e rispettare lo statuto ed eventuali regolamenti.

Il consiglio direttivo deve provvedere in ordine alle domande di ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento, in assenza di un provvedimento di diniego entro il termine predetto, la domanda si intende accolta.

Sono beneficiari dell’associazione coloro ai quali vengono erogati i servizi che l’associazione si propone di svolgere e comunque beneficiano delle iniziative e delle risorse dell’associazione.

Tutti gli aderenti aventi la maggiore età, in regola con il pagamento della quota associativa, avranno diritto di voto all’interno delle assemblee.

Le qualifiche sopra indicate non sono tra loro cumulabili.

Il recesso è ammesso in qualunque momento, previa comunicazione dell’interessato, che avrà efficacia dal trentesimo giorno successivo alla comunicazione, purché compreso nel medesimo anno sociale, altrimenti allo scadere dell’anno in corso.

In caso di inadempimento degli obblighi assunti a favore dell’associazione, mancato pagamento della quota sociale entro la fine dell’esercizio di riferimento, inosservanza delle disposizioni contenute nello statuto, negli eventuali regolamenti interni o nelle delibere adottate dagli organi sociali o in presenza di gravi motivi, chiunque partecipi all’associazione può esserne escluso con deliberazione dell’assemblea dei soci su proposta del consiglio direttivo. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione sia stata deliberata.

Inoltre gli aderenti non in regola con il pagamento delle quote associative non possono partecipare alle riunioni dell’assemblea né prendere parte alle attività dell’associazione. Essi non sono elettori e non possono essere eletti alle cariche associative.

Art. 4 – Patrimonio ed entrate dell’associazione

Il patrimonio dell’associazione è formato da:

  • fondo di dotazione iniziale, costituito dai versamenti effettuati dai soci fondatori;
  • da eventuali beni mobili e immobili che pervengono alla stesa a qualsiasi titolo;
  • da eventuali contributi o elargizioni effettuate da parte di privati, enti pubblici e privati;
  • da eventuali avanzi netti di gestione costituiti dalle eccedenze di bilancio.

Per l’adempimento dei suoi scopi e dell’oggetto l’associazione dispone delle seguenti entrate:

  • quote associative versate dai soci ordinari e da tutti gli iscritti all’associazione e da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’Assemblea che ne determina l’ammontare;
  • eventuali redditi derivanti dal proprio patrimonio;
  • eventuali contributi, lasciti ed erogazioni liberali versate dai soci, da terzi, oppure da società ed enti sia pubblici che privati;
  • da ogni altra entrata o conferimento non esplicitamente destinato a incremento del patrimonio.

Il fondo di dotazione iniziale dell’associazione costituito dai versamenti effettuati dai soci fondatori, risulta versato in parti uguali dai fondatori stessi.

L’importo della quota annuale viene fissato dal consiglio direttivo con periodicità annuale. L’adesione è subordinata alla previa sottoscrizione della quota sociale entro il 31 dicembre di ogni anno.

L’adesione all’associazione non comporta obblighi di finanziamento o di esborsi ulteriori rispetto al versamento originario. Ogni versamento a qualsiasi titolo effettuato, deve comunque intendersi a fondo perduto; in nessun caso e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’associazione, può darsi luogo a ripartizioni o assegnazioni di somme agli associati.

I versamenti delle quote associative non danno diritti di partecipazione trasmissibili a terzi, che risultano quindi intrasmissibili per atto tra vivi in tutti i casi. È inoltre vietata per qualsiasi motivo la rivalutazione delle stesse quote associative.

Art. 5 – Esercizi sociali e bilanci

Gli esercizi sociali dell’associazione iniziano il 1° gennaio e si chiudono il 31 dicembre di ogni anno, ad eccezione del primo esercizio che si chiuderà il 31/12/2016.

Alla fine di ogni esercizio sociale il consiglio direttivo provvede alla redazione del bilancio consuntivo, da sottoporre in seguito all’assemblea dei soci per l’approvazione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio a cui si riferisce.

L’assemblea che approva il bilancio delibera sulla destinazione degli utili annuali a favore delle attività istituzionali dell’associazione

Art. 6 –  Organi dell’Associazione

Gli organi dell’associazione sono:

  • l’assemblea dei soci;
  • il consiglio direttivo;
  • il Presidente,
  • il Tesoriere.

Art. 7 – L’assemblea dei soci

L’assemblea è composta da tutti gli aderenti all’associazione, ed è l’organo sovrano.

Ogni aderente, qualunque sia la sua qualifica o carica sociale, avrà diritto ad un voto.

Sono di competenza dell’assemblea ordinaria:

  • la nomina e revoca del consiglio direttivo, formato dal presidente, dal tesoriere e da tre altri consiglieri;
  • gli indirizzi generali dell’attività dell’associazione;
  • approvare il bilancio economico consuntivo;
  • l’esclusione dei soci;
  • deliberare sulle modifiche statutarie;
  • l’approvazione di eventuali regolamenti interni proposti dal consiglio direttivo;

Sono di competenza dell’assemblea straordinaria:

  • ogni decisione in merito agli avanzi di gestione, fondi riserve o capitale dell’associazione;
  • ogni decisione in merito allo scioglimento e la liquidazione dell’associazione e la devoluzione del suo patrimonio.

L’assemblea dei soci si riunisce almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo (entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio).

L’assemblea è convocata dal presidente del consiglio direttivo ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno, oppure su richiesta motivata e firmata da almeno un decimo degli associati o su richiesta di almeno la maggioranza dei consiglieri in carica.

La pubblicità della convocazione deve essere effettuata mediante avviso affisso presso la sede dell’associazione, eseguendola tramite canali telematici (email) oppure per iscritto almeno otto giorni prima della data stabilita per l’adunanza.

L’assemblea è presieduta dal presidente dell’associazione. I verbali saranno redatti da un segretario nominato dall’assemblea stessa.

L’assemblea sia ordinaria che straordinaria in prima convocazione è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno degli aderenti, presenti in proprio o per delega, e in seconda convocazione qualunque sia il numero degli aderenti presenti, in proprio o per delega.

L’assemblea considerata regolarmente costituita potrà validamente deliberare con il voto favorevole della maggioranza assoluta degli aderenti presenti.

Art. 8 – Consiglio Direttivo

L’associazione è amministrata da un consiglio direttivo composto da un minimo di tre ad un massimo di cinque membri compresi il Presidente e il Tesoriere, nominati inizialmente dall’atto costitutivo e successivamente a scelta dell’assemblea.

Il consiglio direttivo nominato dall’assemblea dura in carico un triennio e scade alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica. Al termine del mandato il consiglio può essere rieletto.

Il consigliere, che non interviene a tre sedute consecutive, senza giustificato motivo, nel corso dello stesso esercizio può essere dichiarato decaduto e sarà sostituito.

Le ulteriori cause di cessazione della carica di consigliere, di uno o più membri, possono verificarsi al seguito di decesso, dimissioni o per la perdita di requisito di socio.

In caso di dimissioni o decesso di un consigliere, il consiglio alla prima riunione provvede alla sua sostituzione chiedendone la convalida alla prima assemblea annuale. Qualora, per qualsiasi motivo, venga a mancare la maggioranza dei consiglieri, l’interno consiglio direttivo è considerato decaduto e dovrà essere convocata senza indugio l’assemblea dell’associazione per la nomina dell’interno consiglio.

Le riunioni del consiglio vengono convocate dal presidente mediante semplice comunicazione oppure su istanza da almeno due consiglieri, rivolta al presidente stesso che provvederà alla convocazione.

Le riunioni del consiglio sono valide se costituite dalla maggioranza dei consiglieri in carica. Il consiglio validamente costituito delibera con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti. La carica di consigliere deve intendersi gratuita. Al consigliere spettano solo i rimborsi delle spese sostenute, opportunamente documentate, in ragione dell’incarico svolto in conformità con gli indirizzi statutari deliberati dall’assemblea.

Il consiglio direttivo è investito dei più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, esclusi solo quelli riservati dalla Legge all’assemblea, nonché di proposta e di impulso in merito agli obiettivi e programmi di attività dell’associazione.

In particolare provvede a:

  • predisporre gli atti da sottoporre all’assemblea dei soci;
  • predisporre eventuali regolamenti interni per il funzionamento dell’associazione;
  • deliberare circa l’accettazione delle domande di nuovi associati;
  • proporre l’esclusione dei soci inadempienti all’assemblea;
  • predisporre il bilancio economico consuntivo e convoca l’assemblea per l’approvazione dello stesso;
  • delibera in ordine al trasferimento ubicativo della sede legale dell’associazione nell’ambito del territorio provinciale;
  • la nomina di eventuali dipendenti e collaboratori determinandone la retribuzione;
  • compimento degli atti necessari allo svolgimento della quotidiana attività gestionale.

Ad ogni riunione del Consiglio Direttivo deve essere eletto un segretario con il compito di redigere il verbale dell’incontro.

Art. 9 – Presidente

Al presidente dell’associazione spetta la firma sociale e la rappresentanza legale dell’associazione anche nel confronto dei terzi e in giudizio. È eletto dall’assemblea con almeno i 2/3 dei voti (arrotondati per difetto) dei soci presenti, e dura in carica 3 anni.

La gestione ordinaria e straordinaria dell’associazione compete al consiglio direttivo quale organo collegiale. Il presidente convoca e presiede il consiglio e l’assemblea, cura l’esecuzione delle delibere, sorveglia il buon adempimento amministrativo dell’associazione, verifica l’osservanza dello statuto e dei regolamenti e suggerisce le direttive da sottoporre al consiglio ed all’assemblea dell’associazione.

Non può ricoprire ruoli aggiuntivi oltre a quello necessario di socio.

Art. 10 – Tesoriere

Il tesoriere cura la gestione della cassa dell’associazione e tiene la contabilità, predispone dal punto di vista contabile, il bilancio consuntivo, accompagnandolo con l’eventuale relazione contabile.

Può assolvere per delega ufficiale del Presidente all’apertura o chiusura dei conti correnti e procede agli incassi.

Inoltre dirige e supervisiona l’aspetto economico e di bilancio di qualunque attività di autofinanziamento e di qualunque manifestazione o evento organizzato dall’associazione, rendendo conto delle modifiche al fondo comune in assemblea ordinaria.

Art. 11 – Durata delle cariche

Tutte le cariche associative hanno la durata di tre anni e i loro componenti possono essere rieletti.

Tutte le cariche sono gratuite ed ai soci compete soltanto l’eventuale rimborso delle spese sostenute se regolarmente documentate.

Art. 12 – Libri dell’associazione

Oltre alle scritture contabili eventualmente previste della legge, l’associazione tiene i libri verbali delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea e del consiglio direttivo, nonché il libro degli aderenti all’associazione.

Art. 13 – Divieto di distribuzione degli utili

È vietato distribuire, anche indirettamente, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’associazione, a meno che la distribuzione non sia imposta per disposizione di legge o effettuata a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociali.

L’associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Art. 14 – Scioglimento dell’associazione

L’associazione si estingue quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile da conseguire. Il raggiungimento dello scopo o la sua impossibilità dovranno essere preventivamente accertati con deliberazione del consiglio direttivo. L’assemblea dei soci delibera, con voto favorevole dei tre quarti degli aderenti, la messa in liquidazione dell’associazione.

In caso di scioglimento dell’associazione, per delibera dell’assemblea o altra causa, è fato obbligo di devolvere il patrimonio sociale ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 15 – Clausola compromissoria

Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa al giudizio di un arbitro, amichevole compositore, che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad un arbitrato irrituale. L’arbitro sarà scelto di comune accordo dalle parti contendenti. In caso di disaccordo sulla nomina dell’arbitro, questi sarà nominato dal Presidente del Tribunale di Pesaro su istanza della parte più diligente.

Art. 16 – Norme di rinvio

Per disciplinare ciò che non sia eventualmente previsto nel presente statuto, si deve far riferimento alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, alle vigenti norme in materia contenuto nel libro I del codice civile e, in subordine, in quelle contenute nel successivo libro V.

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