Le app per reinterpretare le proposte dei fashion brand
La vostra affezionata rubrica Glam 2.0 vi ha parlato poco tempo fa del mix tra social networking e content curation: oggi il prodotto di moda è al centro di interazioni e conversazioni che si snodano tra shop online, social catalogues e app di photo-sharing. Ma che cosa succede quando il concetto di personalizzazione si aggiunge a questo diffusissimo trend?
Semplice: il vostro armadio diventa un’app! E’ quello che succede in Stylish Girl: l’applicazione permette agli utenti di creare un guardaroba virtuale, My Closet, caricando le foto dei loro abiti e accessori. Obiettivo? Verificare la disponibilità di prodotti, creare nuovi abbinamenti, individuare i capi mancanti. L’applicazione permette anche di confezionare la propria valigia in vista di un viaggio. Uno strumento indispensabile per le fashion addicted più maniache dell’organizzazione!
Ma non c’è fashion senza social! SheShops fa di più con Everyone’s Closet. Gli utenti possono condividere i propri armadi virtuali ed esplorare gli armadi dei loro amici alla ricerca di articoli che potrebbero trovare interessanti.
Schizofrenico nel suo approccio al consumo, un po’ haut de gamme un po’ low cost, l’utente coglie spunti fashion qua e là e diventa designer di se stesso, esprimendo il suo personalissimo modo di vivere la moda e lo stile.
Nascono così forme di rielaborazione dei contenuti proposti dai marchi che vanno ben oltre Mi piace, Repin, Share & co., e trovano un validissimo alleato nelle funzionalità insite nei dispositivi mobili: fotocamera e GPS sono i nuovi strumenti delle trendsetter di oggi. Che le blogger siano ormai spacciate?


