Green, Tecnologia

L'altra faccia della nuvola digitale: il nuovo iPad

Dalla nuvola nera di iCloud al fascino spietato delle nuove tecnologie. Mentre scrivevo il post sulla campagna di Greenpeace per convincere i giganti dell’IT a optare per l’alimentazione dei propri server attraverso fonti di energia sostenibile, l’altro lato di me acquistava un iPad di ultima generazione. Bella contraddizione, no? Di buono c’è che la consapevolezza del costo, in termini di impatto ambientale, delle azioni fatte con questo nuovo aggeggio mi portano a moderare l’utilizzo delle nuvole digitali e spingono la mia curiosità verso soluzioni alternative per abbatterne l’inquinamento. Nelle prossime settimane mi darò alla sperimentazione per proporvi dei trucchetti – sempre che ne riesca a trovare – per un iPad più green.

Per ora mi limiterò a dirvi che la differenza in termini di risoluzione dello schermo tra il 2 e il nuovo è reale. In negozio è bastato uno sguardo ad un documento di testo per vedere la qualità superiore della nuova versione, cosa che per chi passa molte ore di fronte allo schermo, come me, non va di certo sottovalutata. Di contro però essendo munita anche di un Kindle posso assicurarvi che per la lettura di un e-book il figlio di Amazon la sa più lunga. L’inchiostro elettronico è un’altra cosa, la vista non si stanca grazie al fatto che non si ha uno schermo retroilluminato e il dover accendere l’abat-jour per le letture serali, restituisce l’esperienza “atavica” della lettura a queste tecnologie di ultima generazione.
Per la produzione e per rispondere ai bisogni di una vita multitasking, con il Kindle, si fa ben poco! Ecco allora che l’iPad vince. Per quanto riguarda la lettura, è molto più semplice sottolineare, scrivere delle note, ingrandire, sfogliare e fare tutte quelle attività che si fanno quando un testo lo si studia, più che leggerlo. Dal mio punto di vista, il Kindle è per la lettura del tempo libero, per i romanzi e la narrativa in generale, l’iPad è per tutto il resto.
Dato che lo scegliamo per “tutto il testo” sposterei l’attenzione su altri aspetti. La batteria, ad esempio, è vero che dura dieci ore circa, ma ne impiega almeno cinque per caricarsi!

Per chi come me prende in mano per la prima volta un iPad e non ha mai utilizzato un iPhone o un IPod touch, devo dire che comprenderne la logica di base non è poi così immediato.
Allora vediamo…non hanno previsto la possibilità di salvare i documenti su una chiavetta USB e non è, come dice il negoziante, perché altrimenti acquisti un MacBook, ma piuttosto credo sia l’ambizione da parte della casa madre, di cambiare le abitudini dei consumatori, questa volta a discapito dell’ambiente, che deve sopportare il peso dei rifiuti digitali di sistemi come iCloud.
La leggerezza lo rende sempre il benvenuto nella mia borsa e l’ingombro non è eccessivo.
L’audio non è a mio avviso, un elemento vincente del dispositivo, comunque c’è, non si fa notare ma c’è. Lateralmente, sono stati predisposti i tasti per regolare il volume e togliere i suoni.
Per quanto riguarda la funzionalità, devo dire che lo trovo veloce, fino a questo momento non ho notato disfunzioni delle app, facebook va che è una meraviglia, twitter no problem, anzi, lo utilizzo meglio da qui che non da qualsiasi altro dispositivo, youtube idem.
Per la scrittura ho acquistato Pages, con il quale sto scrivendo, e mi sembra uno strumento utile e sufficientemente versatile, ti permette di trasferire i file via e-mail, salva in automatico, ha dei template di base gradevoli, salva in PDF, Pages e Word. Aprendo il file con Open Office dal computer, non ci sono problemi.
Le fotocamere integrate sono buone per una videoconferenza e qualche scatto familiare, nulla di più.
La delusione, devo dirlo, è stata quella del caricabatterie che una volta “montato” non combacia perfettamente, mostrando la vera anima del prodotto, rigorosamente Assembled in China.

Altro da aggiungere? Al di là di tutto, è uno strumento divertente da utilizzare che continua ad affascinarmi.

Gli approfondimenti sulla campagna di Greenpeace li trovate qui:

AgendaDigitale

SaponetteVerdi

Nicoletta Battistoni

Comunicatrice, blogger e cuoca. Un po' geek, tanto marchigiana e molto orientata alla sostenibilità. Ho studiato comunicazione all'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo", ho preparato una tesi di laurea sulla comunicazione sostenibile ed ho aperto un blog, saponetteverdi.com, dove continuo ad approfondire questo percorso. Su Agenda Geek racconto delle trovate tecnologiche legate alla sostenibilità che mi colpiscono e che ritengo possano aiutarci a rendere più green i nostri stili di vita. Nella vita, dopo il lavoro e gli impegni, mi rilasso cucinando piatti tipici marchigiani al ritmo della musica rock.

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