Stimolato da un ebook di Benasso e Cossetta pubblicato su Etnografia Digitale (da cui potete scaricarlo) intitolato “From geek to massive: le nuove forme di socializzazione in rete” riprendo il discorso che facevo qualche settimana fa sul fatto che essere geek ormai è sinonimo di cool. Ma oggi siamo sociologici e la prendiamo larga.
Come ben sappiamo (ma forse anche no) siamo nell’era del prosumer, il produttore-consumatore, colui che grazie alla rete è diventato padrone delle scelte. Parlando per stereotipi, proprio l’utilizzatore medio di computer, il Bill Gates per intenderci, diventa il simbolo dell’essere nerd (o geek, o dork). Prendo spunto dal testo con una citazione virgolettatissima sulle definizioni di questi tre termini:
Per Wikipedia, il termine nerd è spesso associato alla visione stereotipata di un maschio che vive con passione le sue facoltà intellettive e molto spesso è escluso dalle gioie della collettività festaiola e dal “mercato” delle relazioni. E si veda anche il termine geek, a rappresentare un individuo peculiare e strambo, spesso ossessionato dai ragionamenti complessi della sua mente e del suo computer (e spesso le due entità non sono così separate). Lo stereotipo del nerd è un ragazzo con gli occhiali spessi, molte penne nel taschino e abitudini decisamente sedentarie, che frequenta o ha frequentato delle facoltà scientifiche, ha per amici altri nerd e non si fa distrarre da nulla che non abbia a che fare con la scienza e il suo pc (o mac). L’immagine del dork, è ancora più stigmatizzante: non è intelligente come un nerd, ma sta altrettanto tempo davanti al suo computer e, soprattutto, è completamente incapace di avere una vita sociale adeguata.
Ora con i social networks (Facebook in primis) i geek si trovano i propri spazi invasi dai nuovi utenti. Da sempre seguaci del principio della condivisione, ai limiti della legalità, oggi si trovano il proprio mondo (online?) invaso dalle persone da cui cercavano di prendere le distanze. Non si può negare che strumenti di social networking abbiano permesso anche di superare le barriere tra persone che, stereotipato o no, avevano problemi di socializzazione. Ma la tendenza è quella di cambiare aria, utilizzare luoghi (virtuali/reali) diversi per incontrare quegli “esploratori” del web che c’erano e ci saranno anche in futuro.
Ora che il geek è cool, che si vendono gli occhialoni come accessorio alla moda e che tutti siamo nerd perché guardiamo TBBT, è importante capire cosa sia in realtà una etichetta che da sempre ha avuto una valenza negativa ma che, oggi, diventa sinonimo di simpatica professionalità tecnologica.
Consiglio a tutti di approfondire leggendosi l’ebook. Io ho scritto poche cose, il poco spazio di un post, ma penso che ci siano spunti interessanti di riflessione anche per chi non è laureato in sociologia come e che, di queste cose, ne ha sentite dire di tutti colori (nel tecnottismo e anche per l’antitecnologicismo).
Una superficiale lettura di: “From geek to massive: le nuove forme di socializzazione in rete”, Sebastiano Benasso, Anna Cossetta, Dipartimento di Scienze Antropologiche (Di.S.A.), Università degli Studi di Genova.

![Come creare un ebook da Wikipedia [How-to]](http://www.agendageek.it/wp-content/uploads/2012/09/wikipedia-ebook-e1348141025449-150x150.jpg)