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Cartoonist in the box: un mix di metafumetto e comunicazione creativa

Mettiamola così: è un fumetto, ma è anche una strategia di comunicazione. Stiamo parlando di Cartoonist in the box.

Il fumetto è semplice: un appassionato di fumetti di nome Marko Lankov decide che si è stufato di sfogarsi sul suo blog e di essere preso in giro dai ragazzini della fumetteria. Vuole che la storia del suo supereroe preferito cambi e diventi più vera, perché i lettori hanno diritto di leggere le storie come devono essere. E quindi rapisce l’autore per costringerlo a “cambiare il finale”. La storia è questa, non spoileriamo come prosegue.

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Contemporaneamente, il protagonista, diventa “reale”. Infatti Marko Lankov appare online con una pagina Facebook, un profilo Google Plus e il suo blog, Metafumetto Vaffan***o! Sul blog e sul profilo ritroviamo infatti la storia proposta nel fumetto (dove in puro stile crossmediale, ci sono vignette che rimandano al blog) dal punto di vita di Marko.

Questa attività acquista maggior valore perché se uno va a sfogliarsi bene il sito e il profilo, in diverse persone hanno pensato di trovarsi davanti ad un profilo reale, con tanto di preoccupazione per i discorsi farneticanti del protagonista. Fino alla rivelazione finale, cioè alla promozione del progetto editoriale di Crossover Gangbang, nelle figure di Zio-P e Alex Agni.

Tutto questo per il lancio di un fumetto che forse sotto sotto ci rappresenta un po’ tutti. Chi, per una volta, non vorrebbe che le storie dei propri beneamini non venissero stravolte da crossover improponibili e rinascite forzate? Noi siamo Marko Lankov… o forse no?

 

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