Provate a visualizzare le strade della vostra città e ancor di più quelle delle grandi metropoli. Molto probabilmente tra gli edifici, se non su di essi, ci saranno cartelloni, manifesti e pubblicità di ogni tipo: è questo l ‘utilizzo principale degli spazi pubblici. Ma deve essere per forza così?
Non secondo il gruppo Public Ad Campaign la cui missione è la riconquista degli spazi urbani per favorire forme diverse di interazione tra le persone e i luoghi che li circondano. Il modo migliore è affidarsi all’arte di strada ed ora, in collaborazione con l’organizzazione The Heavy Project, anche alla realtà aumentata.
Se prima l’azione più ricorrente e “facile” era dipingere sopra la pubblicità, ora, con il progetto Re*public ci si affida alla tecnologia per stupire il mondo con nuove forme di arte digitale: basta utilizzare l’apposita app per proiettare la creazione artistica sui vari manifesti o, ancora meglio, sugli edifici che vengono letti dagli smartphone con lo stesso meccanismo dei QR Code.
Per il momento Re*public è solo un esperimento che muove i primi passi ma è possibile avere un assaggio delle sue potenzialità nel seguente video dimostrativo che ci porta prima a New York e poi a Los Angeles dove alcuni edifici sono diventati delle tele bianche su cui, grazie alla realtà aumentata, ammirare l’arte urbana di MOMO e modelli 3D di Ean Mering.
Riscoprire le città attraverso questa nuova potenziale forma d’arte tecnologica, dare un nuovo senso a ciò che ci circonda, democratizzare gli spazi pubblici: sarà davvero la realtà aumentata l’arma in più che ci permetterà di decidere come vivere gli spazi urbani in cui ci troviamo, magari permettendoci di decidere tra la realtà pubblicitaria e quella artistica?
Forse è davvero il momento di reimmaginare lo spazio pubblico.
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